05/04/2025
ore 19:00
Teatro della Tosse
Neine indaga il mondo della consolazione umana ed è ispirato ad atmosfere mitologiche e fiabesche; un lavoro in cui danza e teatro si intrecciano a una ricerca estetica intorno alla figura del papavero, fiore simbolo della consolazione.
Una ricerca di consolazione, sulla consolazione, la comprensione dell’empatia e del sostegno che ci possiamo dare che prende spunto dall’immagine dei papaveri fioriti, intorno alla quale moltissimi sono i riferimenti: dai caduti in guerra, all’assuefazione da oppiacei, al simbolo di consolazione fin dall’antichità.
Una ricerca al femminile perché ancora oggi la delicatezza dei gesti consolatori pertiene a un immaginario femminile e la consolazione è una pratica sociale in larga misura delegata al femminile.
Neine nasce da un gioco di anagramma con la parola nenie, ninnenanne che, così, diventano sacerdotesse della consolazione; in scena le Neine, portatrici di questa nuova mitologia contemporanea, diventano tre, per non limitarsi a un rapporto di coppia e permettere invece possibilità inaspettate.
Partendo da immagini e ricordi d’infanzia, Neine ricerca quella sensazione di conforto provata nei momenti più intimi di famiglia.
Come non perdersi in questi rapporti, nelle relazioni che stringiamo tutti i giorni?
Per realizzare le coreografie e le scene sono state attraversate numerose pratiche fisiche strettamente legate alle sensazioni di conforto, indagando sentiti molto personali e intimi, con il sostegno anche di uno sguardo esterno psicologico.
Come si consola qualcun altro? E se stessi? Quando c’è bisogno di essere consolati? Possono esistere dinamiche consolatorie solo nei rapporti di coppia o possiamo allargare il campo? Come si trasmettono tutte queste complesse emozioni e i sentimenti a una platea?
Centrale nel progetto anche la ricerca musicale attraverso alcune composizioni personali, unite a suoni e canzoni che richiamano specifiche situazioni di vita: il lamento, la sofferenza, la felicità infantile, la lettura della fiaba serale.
Neine indaga il mondo della consolazione umana ed è ispirato ad atmosfere mitologiche e fiabesche; un lavoro in cui danza e teatro si intrecciano a una ricerca estetica intorno alla figura del papavero, fiore simbolo della consolazione.
Una ricerca di consolazione, sulla consolazione, la comprensione dell’empatia e del sostegno che ci possiamo dare che prende spunto dall’immagine dei papaveri fioriti, intorno alla quale moltissimi sono i riferimenti: dai caduti in guerra, all’assuefazione da oppiacei, al simbolo di consolazione fin dall’antichità.
Una ricerca al femminile perché ancora oggi la delicatezza dei gesti consolatori pertiene a un immaginario femminile e la consolazione è una pratica sociale in larga misura delegata al femminile.
Neine nasce da un gioco di anagramma con la parola nenie, ninnenanne che, così, diventano sacerdotesse della consolazione; in scena le Neine, portatrici di questa nuova mitologia contemporanea, diventano tre, per non limitarsi a un rapporto di coppia e permettere invece possibilità inaspettate.
Partendo da immagini e ricordi d’infanzia, Neine ricerca quella sensazione di conforto provata nei momenti più intimi di famiglia.
Come non perdersi in questi rapporti, nelle relazioni che stringiamo tutti i giorni?
Per realizzare le coreografie e le scene sono state attraversate numerose pratiche fisiche strettamente legate alle sensazioni di conforto, indagando sentiti molto personali e intimi, con il sostegno anche di uno sguardo esterno psicologico.
Come si consola qualcun altro? E se stessi? Quando c’è bisogno di essere consolati? Possono esistere dinamiche consolatorie solo nei rapporti di coppia o possiamo allargare il campo? Come si trasmettono tutte queste complesse emozioni e i sentimenti a una platea?
Centrale nel progetto anche la ricerca musicale attraverso alcune composizioni personali, unite a suoni e canzoni che richiamano specifiche situazioni di vita: il lamento, la sofferenza, la felicità infantile, la lettura della fiaba serale.
Ideazione e messa in scena Luca Sansoè
Con Camilla Cicciotti, Caterina Montanari, Marzia Raballo
Cifradanzateatro
durata: 30 minuti
Ideazione e messa in scena Luca Sansoè
Con Camilla Cicciotti, Caterina Montanari, Marzia Raballo
Cifradanzateatro
durata: 30 minuti