12/04/2025
20.30
Teatro Akropolis
Spettacolo in forma di studio e incontro con gli artisti, presentato al termine della residenza artistica svolta a Teatro Akropolis.
Camera 237 è un’installazione coreografica che si sviluppa in spazi non teatrali, esplorando il rapporto tra coreografia e linguaggio cinematografico. Secondo episodio del progetto Overlook Hotel, trae ispirazione dall’iconica stanza di Shining, trasformando il luogo in un oggetto coreografico, uno spazio onirico e surreale tra subconscio e follia. L’installazione privilegia una fruizione aperta e immersiva, sovvertendo la frontalità teatrale e permettendo all’azione di “infestare” lo spazio. Il pubblico è libero di muoversi, senza un inizio o una fine prestabiliti, vivendo l’esperienza performativa come un territorio di incontro e relazione. I personaggi, fortemente caratterizzati, alternano presenze surreali e quotidiane, evocando intimità e astrazioni. Ombre e luci vengono usate per alterare la percezione dello spazio, richiamando le filmografie horror asiatiche e le composizioni pittoriche di Francis Bacon ed Edward Hopper. La scenografia è strutturata su un pavimento a campiture colorate, ispirato alla partitura visiva di Imaginary Landscape No. 5 di John Cage, influenzando il ritmo coreografico e il gioco delle ombre. Il linguaggio audiovisivo è parte integrante della performance: monitor a tubo catodico trasmettono immagini in presa diretta da angolazioni insolite, creando un effetto prismatico dello spazio. Riprese fuori sincrono mescolano presente e passato, ridefinendo la percezione temporale e spaziale. La luce, elemento coreografico attivo, è manipolata dai performer e interagisce con i colori della scena e dei costumi, amplificando la presenza dei corpi e la profondità dello spazio performativo.
Spettacolo in forma di studio e incontro con gli artisti, presentato al termine della residenza artistica svolta a Teatro Akropolis.
Camera 237 è un’installazione coreografica che si sviluppa in spazi non teatrali, esplorando il rapporto tra coreografia e linguaggio cinematografico. Secondo episodio del progetto Overlook Hotel, trae ispirazione dall’iconica stanza di Shining, trasformando il luogo in un oggetto coreografico, uno spazio onirico e surreale tra subconscio e follia. L’installazione privilegia una fruizione aperta e immersiva, sovvertendo la frontalità teatrale e permettendo all’azione di “infestare” lo spazio. Il pubblico è libero di muoversi, senza un inizio o una fine prestabiliti, vivendo l’esperienza performativa come un territorio di incontro e relazione. I personaggi, fortemente caratterizzati, alternano presenze surreali e quotidiane, evocando intimità e astrazioni. Ombre e luci vengono usate per alterare la percezione dello spazio, richiamando le filmografie horror asiatiche e le composizioni pittoriche di Francis Bacon ed Edward Hopper. La scenografia è strutturata su un pavimento a campiture colorate, ispirato alla partitura visiva di Imaginary Landscape No. 5 di John Cage, influenzando il ritmo coreografico e il gioco delle ombre. Il linguaggio audiovisivo è parte integrante della performance: monitor a tubo catodico trasmettono immagini in presa diretta da angolazioni insolite, creando un effetto prismatico dello spazio. Riprese fuori sincrono mescolano presente e passato, ridefinendo la percezione temporale e spaziale. La luce, elemento coreografico attivo, è manipolata dai performer e interagisce con i colori della scena e dei costumi, amplificando la presenza dei corpi e la profondità dello spazio performativo.
Progetto: gruppo nanou
Coreografie: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
Con: C. Amoretti, M. Bertoni, R. Bracci, A. Dionisi, A. Gabrielli, M. Maretti
Progetto: gruppo nanou
Coreografie: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
Con: C. Amoretti, M. Bertoni, R. Bracci, A. Dionisi, A. Gabrielli, M. Maretti